Giusy Locati

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Impariamo a gestire lo stress!

Letteralmente stress significa “sforzo” e si concretizza in tutta quella serie di cambiamenti che avvengono nell'organismo permettendogli di fare fronte alle nuove esigenze che l'ambiente circostante o la vita gli richiedono. Si tratta di una serie di alterazioni, fisiche e mentali fondamentali per fronteggiare situazioni che suscitano paura. Paura di non farcela, di non essere all’altezza, di affrontare una situazione nuova, di sopportare una circostanza particolarmente impegnativa, ecc.

Quando le richieste a cui si è sottoposti, reali o percepite come tali, vanno oltre la nostra capacità, reale o percepita come tale, di viverle serenamente, nasce lo stress.

Si verificano infatti delle alterazioni dell'organismo e del comportamento che consentono di compensare lo squilibrio tra richieste/pressioni esterne ed effettive capacità che ogni individuo possiede. Un esempio: devo parlare in pubblico, non mi sento all’altezza, sono stressato: muscoli tesi, respirazione alterata, battito accelerato (e molti altri sintomi) mi dovrebbero consentire di attivarmi per decidere se affrontare la situazione o … scappare!

A basse dosi, un po’ di stress supporta prestazioni migliori. Si chiama Eustress ed è positivo: un po’ di attivazione ci consente di essere maggiormente concentrati sulle nostre performance e di lavorare meglio.

Quando è troppo però…


Quali fattori rendono più probabile il verificarsi dello stress?



Un fattore critico di successo è  la strategia che ogni persona adotta per fronteggiare lo stress.

Il significato di una situazione è soggetto ad interpretazioni differenti che possono variare anche di molto da persona a persona. Per alcune persone infatti gli eventi scatenanti sono piccole banalità che tuttavia vengono vissute come grandi insormontabili problemi. Per altri lo stress scatta solo dopo aver superato soglie di sopportazione altissime.

La reazione è spesso spontanea ed inconsapevole ed è guidata dalle nostre convinzioni, inconsce, su chi siamo, su chi vorremmo essere, su quello che sono o dovrebbero essere le persone che ci circondano ed il mondo in generale. Le esperienze del passato, soprattutto quelle dolorose, possono portare alla convinzione di essere un certo tipo di persona. Le situazioni vissute durante l'infanzia limitano dunque le risorse che consentono di fare fronte ad una situazione molto stressante.

Gli stressors decisivi sono inoltre quelli che mettono in pericolo l'identità personale: rischio di fare una brutta figura, paura di non essere all’altezza di una data situazione, paura di deludere gli altri o se stessi. Pochi decidono di affrontare un vero e proprio cambiamento e di lavorare sulla propria autostima:  le persone generalmente non vedono possibilità di cambiamento perché il cambiamento stesso è percepito come una perdita di identità. Mancando la speranza una persona tende a muoversi all'interno della sua gabbia immaginaria senza prospettive di arrivare ad una soluzione.


Esistono allora fattori che aiutano a superare lo stress?



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